lunedì 14 aprile 2008

Uno sguardo dentro i Musei Vaticani

Non molto tempo fa in quel di Roma ho avuto la fortuna di visitare i rinomati musei vaticani, un ottimo modo per passare una giornata piacevole all'insegna della cultura, resa ancor più gradevole dal fatto che all'ingresso non ho dovuto versare un centesimo di euro (l'ultima domenica del mese infatti c'è l'entrata gratuita)!
Tante sono le opere e le bellezze artistiche contenute qui dentro che un misero post non basterebbe affatto per una descrizione esauriente in omaggio ai musei,ma vediamo di fare il possibile..

Storia dei musei vaticani:
Nei musei sono disposte le opere di pittura e scultura, come pure molte altre opere dell’ingegno umano, raccolte nei secoli dai pontefici. I Musei comprendono inoltre, insigni monumenti artistici, come la Cappella Sistina, la Cappella del Beato Angelico, le Stanze e la Loggia di Raffaello l’Appartamento Borgia e la Pinacoteca.
L'origine dell'attuale complesso è da attribuire alla raccolta di sculture avviata da papa Giulio II (1503-1513) ed esposta nel cosiddetto "Cortile delle Statue ", oggi Cortile Ottagono. Sucessivamente Clemente XIV (1769-1774) e Pio VI (1775-1799) ampliarono con nuove gallerie la raccolta e perciò la parte allestita sotto questi due papi prese il nome di Museo Pio-Clementino. Pio VII (1800-1823) ingrandì notevolmente le collezioni di Antichità Classiche, aggiungendovi la sezione Chiaramonti ,mentre a Gregorio XVI (1831-1846) si deve la fondazione del Museo Etrusco nel 1873 (raccogliendo i reperti provenienti dagli scavi dell'etruria meridionale) ed il Museo Egizio
(1839) con i monumenti egiziani provenienti da esplorazioni eseguite in Egitto.

Da vedere assolutamente:
Stanze di Raffaello: Le "Stanze" costituivano gli appartamenti del papa Giulio II (1503-1513),
che, non volendo abitare negli ambienti utilizzati dal suo predecessore Alessandro VI (e per
altro già affrescati dal Pinturicchio), si volle trasferire al piano superiore nell’ala fatta
costruire da Niccolò V a metà del Quattrocento. Piccola curiosità: la decorazione pittorica fu
realizzata da Raffaello e dai suoi allievi tra il 1508 e il 1524, qui avevano tuttavia già operato
artisti allora ben più affermati di lui come il Perugino, suo maestro, ma Raffaello Sanzio (1483-1520), lasciato libero dal papa Giulio II di condurre a suo piacimento gli affreschi, cancellò quanto già realizzato per lasciar spazio ai propri dipinti.
Stanza di Costantino: , destinata a ricevimenti e cerimonie ufficiali, fu decorata dagli allievi di Raffaello, sulla base di disegni del maestro, morto prematuramente prima della fine dei lavori (1520). Essa prende il nome da Costantino (306-337 d.C.), primo imperatore romano a riconoscere ufficialmente la religione cristiana concedendo la libertà di culto. Sulle pareti sono raffigurati quattro episodi della sua vita che testimoniano la disfatta del paganesimo e il trionfo della religione cristiana.
Prima di riprendere il percorso delle stanze si possono apprezzare le sale del nucleo più antico, duecentesco, del Palazzo Pontificio; la Sala dei Chiaroscuri, affrescata su disegni di Raffaello nel secondo decennio del Cinquecento, e la Cappella Niccolina, luogo privato di preghiera del papa Niccolò V, dipinta verso metà '400 per opera di Beato Angelico.
Stanza di Eliodoro: riprendendo il percorso ci si trova nella Stanza di Eliodoro, la seconda ad essere eseguita dall’artista urbinate Raffaello tra il 1511 ed il 1514. Qui viene esaltato il potere spirituale e temporale della Chiesa, con interventi di Dio in favore degli uomini. Tra gli affreschi più rappresentativi la "Cacciata di Eliodoro" dal tempio di Gerusalemme vuole dimostrare l’inviolabilità del patrimonio della Chiesa: Eliodoro, che aveva rubato il tesoro del tempio ebraico di Gerusalemme, viene raggiunto da messaggeri divini mentre un gruppo di persone, tra cui lo stesso Giulio II, assiste alla scena.
Stanza della Segnatura: la sala è così chiamata per il nome del più alto tribunale della Santa Sede, la "Segnatura Gratiae et Iustitiae", presieduto dal pontefice e che usava riunirsi in questa sala intorno alla metà del XVI secolo. Originariamente la stanza fu adibita da Giulio II (pontefice dal 1503 al 1513) a biblioteca e studio privato. Il significato pittorico degli affreschi, eseguiti tra
il 1508 e il 1511, si lega alla rappresentazione delle tre massime categorie dello spirito umano: il Vero, il Bene e il Bello. Il Vero soprannaturale è illustrato nella Disputa del SS. Sacramento, quello razionale nella "Scuola di Atene"; il Bene è espresso nelle raffigurazione delle "Virtù della legge" mentre il Bello nel "Parnaso" con Apollo e le Muse.

-Raffaello,"Il Parnaso","La cacciata di Eliodoro"


La "Scuola di Atene" è uno dei dipinti più famosi di Raffaello: sullo sfondo di un’architettura antica, si trovano: al centro, Platone, che punta il dito al cielo alludendo al mondo delle idee e Aristotele, che, volgendo il palmo della mano verso terra, indica, al contrario, il principio razionalista della sua filosofia. I due grandi protagonisti del pensiero antico sono attorniati
da una moltitudine di filosofi con le sembianze di uomini del tempo, tra cui in primo piano Eraclito ,Euclide che disegna sulla lavagna una figura geometrica, Diogene quasi sdraiato sulle gradinate ,Tolomeo e Zoroastro con in mano rispettivamente il globo e la sfera celeste. Il secondo perso- naggio a destra con il berretto verde è l’autoritratto di Raffaello.

-Raffaello,"La scuola di Atene"




Stanza dell'incendio di Borgo:
Al tempo di Leone X (pontefice dal 1513 al 1521) la stanza venne adibita a sala da pranzo e l'incarico di affrescare le pareti venne dato a Raffaello, che affidò gran parte della sua realizzazione agli allievi. Il lavoro fu portato a compimento tra il 1514 e il 1517. Gli affreschi illustrano le aspirazioni politiche di Leone X per mezzo di storie tratte dalle vite (narrate nel Liber Pontificalis) di due papi precedenti con lo stesso nome: Leone III e Leone IV.

Cappella Sistina: cominciamo con una piccola nota introduttiva su questo famosissimo posto, ritenuto da molti uno dei luoghi che ospita tra le più elevate forme di espressione dell'arte; la Cappella prende il nome da Papa Sisto IV della Rovere (pontefice dal 1471 al 1484) che fece ristrutturare l'antica Cappella Magna tra il 1477 e il 1480. La decorazione quattrocentesca delle pareti si deve all'intervento di rinomati pittori quali Pietro Perugino, Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Cosimo Rosselli. Giulio II della Rovere (pontefice dal 1503 al 1513), nipote di Sisto IV, decise di modificarne in parte la decorazione, affidando nel 1508 l'incarico a Michelangelo Buonarroti, il quale dipinse la volta e, sulla parte alta delle pareti, le lunette. Nell'ottobre 1512 il lavoro era compiuto e il giorno di Ognissanti (1° novembre) Giulio II inaugurò la Sistina con una messa solenne. Nei nove riquadri centrali sono raffigurate le "Storie della Genesi":dalla Creazione alla Caduta dell'uomo, al Diluvio e al successivo rinascere dell'umanità con la famiglia di Noè.

-Michelangelo,"Genesi"



La pittura della parete con il "Giudizio Universale" fu eseguita invece dallo stesso artista più tardi: dal 1536 al 1541, su commissione del papa Paolo III Farnese (1534-1549), il quale aveva a sua volta confermato l’incarico del precedente papa Clemente VII (1523-1534). Il tema rappresentato questa volta è il Fato ineluttabile che incombe su tutti gli uomini, del cui destino Dio è arbitro assoluto.
Da notare nel maestoso e possente affresco: Cristo ed accanto la Vergine Maria, che volge il capo in un gesto di rassegnazione: ella infatti non può più intervenire nella decisione, ma solo attendere l'esito del Giudizio. Anche i Santi e gli Eletti, disposti intorno alle due figure della Madre e del Figlio, attendono con ansia di conoscere il verdetto. Alcuni di essi sono facilmente riconoscibili: S. Pietro con le due chiavi, S. Lorenzo con la graticola, S. Bartolomeo che porta in mano la propria pelle (nella quale Michelangelo si sarebbe autoritratto!!), S. Caterina d'Alessandria con la ruota dentata, S. Sebastiano inginocchiato con le frecce in mano. Nella fascia sottostante, al centro gli angeli dell'Apocalisse risvegliano i morti al suono delle lunghe trombe; a sinistra i risorti in ascesa verso il cielo recuperano i corpi (Resurrezione della carne), a destra angeli e demoni si adoperano per trascinare inesorabilmente i dannati all'inferno. Infine in basso Caronte a colpi di remo insieme ai demoni fa scendere i dannati dalla sua imbarcazione per condurli davanti al giudice infernale Minosse, con il corpo avvolto dalle spire del serpente.


-Michelangelo,"Il Giudizio Universale"



Da apprezzare nel lungo percorso che conduce alla cappella, la Galleria delle Carte Geografiche: queste furono dipinte fra il 1580 e il 1585 sulla base di cartoni di Ignazio Danti, famoso geografo del tempo.Considerando come elemento divisorio l’Appennino, su di una parete sono raffigurate le regioni bagnate dai mari Ligure e Tirreno, sull’altra le regioni bagnate dall’Adriatico. Ogni carta regionale è corredata della pianta della città principale.
E con questo è tutto, al prossimo appuntamento con l'arte!

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