
L' "Earth Day" si festeggia Il 22 Aprile di ogni anno in 174 Paesi del mondo. L'importante ricorrenza di Primavera fu proposta per la prima volta dal giornalista americano John McConnell, il quale si auspicava l’istituzione di una festività per celebrare la vita e la bellezza del pianeta e preservare l’equilibrio ecologico da cui dipende la nostra vita e quella di altre specie viventi (1969). Nell’autunno dello stesso anno l’idea fu accolta dalla città di San Francisco e in seguito l’iniziativa fu sostenuta dal segretario generale dell'ONU Margaret Mead (celebre antropologa) e molti altri.
La ricorrenza mira ovviamente ad ottenere un maggiore grado di sensibilizzazione da parte della popolazione mondiale, su un tema così importante (ma sottovalutato) come la salvaguardia del pianeta dal sempre più sfrenato sfruttamento delle risorse geologiche (e la conseguente industrializzazione). Come tutti sanno la situazione al giorno d'oggi è tutt'altro che buona;
riporto a tal proposito un sintetico ma significativo estratto sull' "allarme-terra" che sempre
più è destinato a crescere:
"Dal ''Living Planet Report 2006'' era emerso che la popolazione umana entro il 2050 avrebbe raggiunto un ritmo di consumo pari a due volte la capacita' della Terra. Un dato confermato da nuovo rapporto che sara' reso pubblico il prossimo ottobre. Tre, secondo l'associazione, le grandi emergenze da affrontare a livello mondiale: cibo, energia e acqua che portano tutte le stesse conseguenze sul benessere e la capacita' di sostentamento delle popolazioni umane, ed hanno tutte la stessa 'madre', ovvero la terra. ''Siamo - dichiara Michele Candotti, direttore generale del Wwf Italia - in un debito ecologico estremamente preoccupante. Consumiamo risorse piu' velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle e di quanto la Terra sia capace di 'metabolizzare' i nostri scarti. E' tempo di assumere scelte radicali sul mutamento dei nostri modelli di produzione e consumo''. Di qui l'appello per una buona gestione del pianeta e il lancio di una nuova sfida con la Campagna Generazione Clima: un taglio del 30% delle emissioni entro il 2020 in Italia come nel resto d'Europa. L'obiettivo concorrerebbe alla salvaguardia del 20-30% delle specie che sono a rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico e alla riduzione degli impatti sull'uomo. ''Il peso dell'impatto-umano sulla Terra - denuncia il Wwf - e' piu' che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003''. In particolare, l'Impronta Ecologica, ovvero, la misura della domanda in termini di consumo di risorse naturali da parte dell'umanita', relativa alla CO2 derivante dall'uso di combustibili fossili, e' cresciuta di nove volte dal 1961 al 2003, posizionando l'Italia al 29/mo posto nella classifica mondiale,ma in coda rispetto al resto dei Paesi europei.( fonte ANSA)".
Nessun commento:
Posta un commento