lunedì 25 agosto 2008

Pechino saluta, emozioni e riflessioni



Dopo 16 giorni di competizioni avvincenti si sono conclusi i giochi olimpici di Pechino. Devo dire che nonostante la fascia oraria di svolgimento delle gare (il fuso orario tra noi e la metropoli cinese è di +6 ore) non proprio comodissima per l'Europa sono riuscito a seguire con un certo interesse la manifestazione. Il bilancio finale del medagliere italiano è tuttosommato buono anche se non è stata sicuramente la nostra migliore olimpiade (la maggior parte dei podi azzurri è arrivata nella prima metà del calendario olimpico..e ad atene se non vado errato arrivò pure qualche oro in più).
I padroni di casa invece si sono definitivamente imposti come specialisti assoluti delle discipline sportive (eccezion fatta per l'atletica) con le loro 100 medaglie e 51 ori, mentre il primato di podi raggiunti spetta agli atleti statiunitensi (110). Devo dire che seguire i giochi mi ha appassionato abbastanza, e inevitabilmente mi fa ricordare che lo sport non è fatto solamente dal calcio che ogni giorno viene osannato,criticato e discusso estenuamente dai mezzi di informazione, e dove l'interesse economico che vi orbita attorno è tale da indurci a qualche piccola riflessione sulla correttezza e trasparenza di tale mondo. E' stato semplicemente bello vedere del puro e sano agonismo in uno scenario disverso, in attività sportive che solitamente non siamo abituati a vedere,e che quasi sempre passano in secondo piano..come i vari atleti battersi e confrontarsi nella ginnastica, nella corsa, nel nuoto, nei tuffi e nei tornei a squadre. In ogni caso complimenti alla Cina per l'organizzazione dei giochi (assistere dal vivo alla cerimonia di apertura e chiusura deve essere stato qualcosa di spettacolare, e i cinesi guarda caso..si sono rivelati specialisti degli spettacoli pirotecnici) e sopratutto complimenti a chi a gareggiato, in particolare ai trionfatori (tra cui si sono definitivamente imposti nuovi mostri come i recordmen Bolt e Phelps tanto per citare i più significativi). La cosa che impressiona di più è vedere gente provenire da tutti i popoli e razze del mondo darsi la mano e condividere le stesse emozioni-sensazioni, un elemento questo, di grande valore che sarebbe bello poter vedere anche al di fuori dello sport, e ovviamente (visto che hanno voluto i giochi nella discussa Cina) si spera che il palcoscenico dell'olimpiade su cui sono rimasti puntati i riflettori del mondo abbia dato qualche stimolo di riflessione ai cinesi stessi sull'importanza di concetti come ugualianza e tolleranza ,condizione di cui l'umanità non può fare a meno. Arrivederci a Londra tra quattro anni.




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