mercoledì 16 luglio 2008

Incontri ravvicinati con il mondo del lavoro


E' apparsa proprio in questi giorni sul Corriere un'interessante notizia su come se la passano in generale gli stagisti nel nostro "bel" paese. Giacchè tra l'altro l'argomento mi riguarda molto da vicino non ho potuto fare a meno di informarmi un pochino sulla situazione attuale, e devo dire che le condizioni in cui cominciano a fare esperienza coloro che cominciano le loro prime esperienze professionali sono estremamente variabili. La notizia rimanda ad un interessante blog ("La Repubblica degli Stagisti") in cui è stata stilata una graduatoria delle 100 migliori aziende in base alla qualità delle condizioni lavorative offerte dai tirocinanti. Dando comunque un'occhiata veloce allo scenario complessivo in Italia, come dicevo si vede un pò di tutto: le grandi ditte e le multinazionali sono ovviamente quelle che presentano la tendenza più marcata a garantire un adeguata copertura dello stage, tra rimborsi-viaggio, fornitura auto, buoni pasto e fornitura dell'alloggio...ma ci sono anche tantissimi casi ovviamente di situazioni difficili. La maggior parte dei tirocini effettuati da neo-laureati o laureandi come molti sanno non garantisce alcun compenso-retribuzione (per legge non si può essere pagati..e anche io ne so qualche cosa), ma pure spesso quando si trovano casi in cui c'è la retribuzione si parla di cifre modestissime che di frequente non bastano nemmeno per pagarsi l'affitto (anche 200-300 euro al mese), e molte volte accade pure che l'esperienza fatta non sia assolutamente in linea con le aspettative del tirocintante. Che fare? Innanzitutto c'è una legge da aggiornare (la 196) che sancisce il non-obbligo di retribuzione da parte dell'azienda ospitante, e che è ormai vecchiotta ( del '97) mentre in questo nuovo millennio assistiamo sempre di più al diffondersi di "periodi di prova", tirocini ovunque e stage perchè soprattutto ora che c'è la laurea dei 3 anni gli atenei stanno cercando di contribuire con servizi di sostegno-orientamento a dare un aiuto a chi è pronto in "poco tempo"per gettarsi nel mondo del lavoro,e le ditte preferiscono ovviamente prendere in prova più che assumere gente nuova quando han bisogno di sostituire quel personale che per un certo periodo non è piu disponibile . La cosa è sicuramente molto positiva ma legislazioni a parte quello che manca secondo me è un serio dialogo tra università e impresa...sarebbe molto utile infatti che chi comincia l'esperienza professionale possa dedicarsi sul serio al lavoro per il quale ci si è preparati senza cadere nell'inconveniente di doversi occupare di cose che fuoriescono completamente dalla propria preparazione accademica o che sono poco formative..un'altra idea non male potrebbe essere ad esempio l'inserimento di breve esperienze a diretto contatto con l'azienda già durante il corso regolare delle lezioni, in modo da unire la teoria all'aspetto pratico ed avvicinare ancora di più gli studenti alle problematiche professionali..insomma anche qui qualcosa sicuramente va cambiato e in un paese in cui il lavoro è sempre più precario come il nostro sarebbe buono cercare di combattere questo fenomeno iniziando a "smuovere le acque" sin dall'inizio ,alla sorgente...almeno ci si può pensare...

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